DOMENICA «DELLA PARABOLA DEL FICO INFRUTTUOSO», III di Quaresima C

Luca 13,1-9; Esodo 3,l-8a.l3-15; Salmo 102; 1 Corinti 10,1-6.10-12

 

Dall’eucologia:

Antifona d’Ingresso Sal 24,15-16

I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,

perché libera dal laccio i miei piedi.

Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,

perché sono povero e solo.

 

 

Ancora l’Orante esprime la sua fede e riafferma la sua fiducia (Sal 24,15-16 SI). Egli tiene gli occhi nella perenne contemplazione del suo Signore (v. 15a; 120,1; 122,1-2; 140,8), in questo reso idoneo dal Signore stesso, che libera sempre il suo fedele dai trabocchetti nemici (v. 15b; 30,5; 123,7), e lo pone in saldo riparo. Da questo riparo il fedele adesso può innalzare l’epiclesi duplice al Signore, per essere da Lui guardato con amore, con cura, con attenzione (v. 16a; 68,17; 85,16; 118,132), e per ottenere la sua misericordia, il comportamento divino dell’alleanza (v. 16a). Infatti l’alleato minore adesso prega e confessa la sua vera condizione. Egli si trova isolato, abbandonato da tutti, è un vero povero di Dio, ossia uno che per elezione ormai può attendersi tutto solo dal suo Signore (v. 16b).

 

Canto all’Evangelo Mt 4,17

Gloria e lode a te, o Cristo!

Convertitevi, dice il Signore,

il regno dei cieli è vicino.

Gloria e lode a te, o Cristo!

 

Nella sua prima predicazione il Signore proclama a tutte le folle di ogni tempo l’imperativo a convertirsi a Dio, perché ormai con il Figlio incarnato e venuto tra gli uomini e con lo Spirito Santo è giunto tra gli uomini il Regno dei cieli, che sono le loro divine Persone (vedi qui i testi preziosi di Lc 11,20, e Mt 12,28).

Siamo ormai nel cuore del cammino penitenziale in preparazione alla Pasqua del Signore e l’invito al ravvedimento e alla conversione si fa ancora più pressante nei vari elementi che compongono la liturgia eucaristica di domani». Mentre la colletta ricapitola il senso fondamentale della conversione: «Padre santo e misericordioso… infrangi la durezza della mente e del cuore… perché portiamo frutti di vera e continua conversione», nell’acclamazione all’Evangelo lo stesso motivo si trasforma in un imperativo profetico: «Fate penitenza, dice il Signore: il regno di Dio è vicino».

Dio nella sua infinita misericordia soccorre e libera chi a lui “grida” (cfr. la lett.) perché “Dio ha pietà del suo popolo” (cfr. Salmo resp.); non basta tuttavia appartenere al suo popolo, alla sua Chiesa per essere certi della salvezza (cfr. 2a lett.), occorre un ravvedimento sincero e profondo (cfr. Evangelo).

 

 

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