Letture patristiche della Domenica «DELL’AGNELLO DI DIO», III di Avvento, Anno B

Gv 1,6-8.19-28; Is 61,1-2a.10-11 (leggi 61,1-11); Cant. Lc 1; 1Ts 5,16-24 (leggi 5,16-28)

 

 

  1. Giovanni la voce, Cristo il Verbo

 

Giovanni è la voce, ma il Signore “da principio era il Verbo” (Gv 1,1). Giovanni una voce per un tempo, Cristo il Verbo fin dal principio, eterno. Porta via l`idea, che vale più una parola? Se non si capisce niente, la parola diventa inutile strepito. La parola senza un`idea batte l`aria, non alimenta il cuore. E anche mentre alimentiamo il cuore, guardiamo l`ordine delle cose. Se penso a ciò che devo dire, c`è già l`idea nel mio cuore; ma se voglio parlare con te, mi metto a pensare se sia anche nel tuo cuore, ciò che è già nel mio. Mentre cerco come possa giungere a te e fissarsi nel tuo cuore l`idea ch`è già nel mio, formo la parola e, formata la parola, parlo a te: il suono della parola porta a te l`intelligenza dell`idea; è il suono che passa da me a te, l`idea invece, che ti è stata portata dalla parola, è già nel tuo cuore e non se n`è andata dal mio.

Il suono, dunque, portata l`idea in te, non ti par che ti dica: “Bisogna che lui cresca e che io venga diminuito?” Il suono della parola fece il suo ufficio e scomparve, come se dicesse: “Questa mia gioia è completa” (Gv 3,30). Afferriamo l`idea, assimiliamo l`idea per non perderla più. Vuoi vedere la parola che passa e la divinità permanente del Verbo? Dov`è ora il Battesimo di Giovanni? Fece il suo ufficio e passò. Il Battesimo di Cristo ora è in voga. Crediamo tutti in Cristo, speriamo d`essere salvi in lui: questo disse la parola. Ma poiché è difficile distinguere tra parola e idea, lo stesso Giovanni…

(Agostino, Sermo, 293, 3 s.)

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