Letture Patristiche della Domenica «della SS. Trinità», Anno A

 Gv 3,16-18; Es 34,4b-6.8-9; Cant. Dan 3,52.53.54.55.56; 2 Cor 13,11-13

 

Nessuno ascende in cielo, se non colui che dal cielo è disceso.

 

Ora, se nessuno, fuorché Cristo, è disceso dal cielo, e nessuno, fuorché lui, vi ascende, che speranza c’è per gli altri? La speranza che il Signore è disceso affinché in lui e con lui formino una sola persona coloro che per mezzo di lui vogliono salire in cielo. Bisogna rimanere in lui, essere una cosa sola, anzi una persona sola con lui.

  1. Ci rendiamo conto che più solleciti e più numerosi vi siete raccolti, per il fatto che ieri abbiamo suscitato l’interesse di vostra Carità. Ora, se volete, assolviamo il compito di esporvi con ordine la lettura evangelica; poi riferiremo alla vostra Carità quel che abbiamo fatto per la pace della Chiesa, e quel che ci ripromettiamo di fare. Adesso dunque tutta l’attenzione del vostro cuore si concentri sull’Evangelo; e nessuno pensi ad altro. Perché se, quando uno è tutto presente, con fatica riesce a capire, cosa sarà se si divide in diversi pensieri? Non finirà col perdere anche quello che ha guadagnato? Vostra Carità ricorderà che domenica scorsa, con l’aiuto del Signore, abbiamo parlato della rigenerazione spirituale; e oggi vi abbiamo fatto rileggere il brano evangelico per completare, nel nome di Cristo e con l’aiuto delle vostre preghiere, quanto allora abbiamo cominciato a dire.

[La rigenerazione spirituale è una sola.]

2. Una sola è la rigenerazione spirituale, come una sola è la generazione secondo la carne. E quello che Nicodemo ha detto al Signore è vero: non può un uomo, quando è già vecchio, rientrare nel grembo di sua madre e nascere di nuovo. Egli ha detto che questa è…

Dal commento all’Evangelo di Giovanni «Omelia 12» di sant’Agostino, vescovo.

 

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